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Il legno: molti ne parlano ma solo chi lo lavora forse lo
conosce
Materia prima: Lavoriamo il legno dal 1948,
il legno è la nostra materia prima per eccellenza, conosciamo
bene questo pregiato materiale, importiamo legnami dall’Europa
alla continua ricerca della migliore qualità.
A proposito di rovere per esempio, ma vale per tutte le varietà,
si ritiene erroneamente che abbia le medesime caratteristiche;
stabilità, colore, durezza, densità a prescindere dalla
provenienza, senza considerare che, come qualsiasi altro
materiale naturale, il legno risente dei fattori ambientali
della zona di crescita in cui la pianta è nata e si è sviluppata
per tanti anni e che determinano sostanzialmente le sue
caratteristiche costitutive.
Avremo pertanto un tipo di rovere di una certa zona che è
instabile, mentre in un’altra è molto stabile, per questo motivo
è molto importante conoscere quali sono le zone migliori di
crescita in Europa per ciascuna varietà di legno.
Esperienza: L’esperienza non si compera, non si legge, si acquisisce
lavorando e producendo ogni giorno e da sessanta anni questo è
il nostro lavoro.
La qualità dei lavori che ci hanno lasciato le mani di esperti
artigiani ebanisti del passato è evidente e dura nel tempo, ecco
allora che ci permettiamo di inventare e costruire formati che
altri non fanno.
Stagionatura ed essiccazione:
Determinante nella lavorazione del legno è il processo di
stagionatura naturale, occorre tempo, molto tempo, anni.
Noi facciamo stagionare naturalmente il legno in modo che
lentamente e gradualmente perda la linfa e, solo
successivamente, con un lento processo di essicazione
artificiale interveniamo per togliere l’umidità residua presente
nell’aria raggiungendo valori di umidità desiderata, come da
normativa, e di equilibrio minori di quel che il clima
consentirebbe.
Questa fase di lavorazione del legno ha una importanza
determinante per la realizzazione di un pavimento di alta
qualità e dotato di particolari caratteristiche di stabilità.
Nella prima lavorazione della tavola grezza in elementi, le
fibre liberate sono sottoposte a delle tensioni, pertanto prima
di produrre l’elemento finale (listone, tavolato, disegno ecc.)
è essenziale dare al legno il tempo e la possibilità di
stabilizzarsi e di equilibrarsi onde evitare successive
variazioni dimensionali e/o deformazioni.
Troppo spesso infatti il rischio di una essicazione artificiale
forzata per accelerare i tempi di produzione e senza rispettare
i tempi di stagionatura naturale altera troppo velocemente le
fibre del legno fresco rendendole più cristalline e quindi
instabili; la conseguenza è che quando la tavola viene tagliata
le fibre liberate sono sottoposte a micro tensioni.
Riscaldamento e condizionamento a pavimento.
C’è una diffusa disinformazione riguardo l’idoneità del legno
massiccio nella realizzazione di pavimenti in presenza di
impianti di riscaldamento e condizionamento a terra.
La mancanza di conoscenza legno e di esperienza nella
stagionatura e nel trattamento della materia prima hanno
contribuito a creare incertezze nel mercato circa l’utilizzo di
questo materiale.
Qualsiasi profano è in grado di riconoscere il maggior pregio e
valore di un legno massiccio rispetto ad un prodotto
stratificato costituito da pochi millimetri di legno nobile
incollato ad uno strato cosiddetto “supporto” che noi chiamiamo
compensato.
I pregiudizi da sfatare:
Il legno si muove:
Contrariamente al pensiero comune non è la temperatura in sé che
fa muovere il legno, è la variazione di umidità presente nello
stesso che lo fa allargare o restringere solo nella larghezza
indipendentemente dalla lunghezza e dallo spessore.
La nostra esperienza è ben consolidata, nei paesi nordici dove
lavoriamo sono 20 anni che utilizzano il riscaldamento a
pavimento, inoltre se negli anni novanta la temperatura di
esercizio di un impianto a terra era di 38° ora invece è di 28°
circa, pertanto molto bassa.
Molto meno dei 45° che si riscontrano d’estate al sole su un
serramento esterno, una barca o altro, ma che si muovono in modo
impercettibile nonostante queste condizioni.
Il legno è un isolante:
L’impianto di riscaldamento a pavimento viene progettato in
funzione delle caratteristiche ambientali: dimensione dei
locali, aperture di finestre, vetrate etc; dei materiali e dello
spessore della soletta (che varia da cm 3 a 7) sopra l’impianto;
mentre quasi sempre ci si pone il problema dello spessore del
legno che può variare al massimo di soli cm 0,7.
Nel legno sentiamo sempre parlare di spessore e mai invece di
densità.
Il termotecnico se ha la tabella della densità (ma quasi mai è
successo), dello spessore e del tipo di legno con il relativo
consumo calorico, non farà altro che considerare anche questi
valori e progettare l’impianto.
Senza contare infine che il riscaldamento a pavimento rimane
generalmente in funzione per tutta la stagione fredda. Ciò che
varia di qualche ora è solo l’inerzia termica necessaria per
portare in temperatura il circuito dal momento dell’accensione.
In sintesi possiamo affermare che per noi l’utilizzo del legno
in presenza di impianti a pavimento non rappresenta
assolutamente un problema, da anni produciamo e installiamo per
una clientela che da noi si aspetta il massimo in termini di
qualità esclusività e durata nel tempo. Solo noi, e non altri, siamo responsabili delle nostre
realizzazioni. |